Nella lettura del romanzo storico I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni si ammalano di peste il cattivo Don Rodrigo e lo stesso Renzo, che poi guarirà. Molte peripezie du affrontano nzi personaggi del romanzo sono basate su eventi storici realmente accaduti; per esempio Renzo una volta arrivato a Milano viene coinvolto nella protesta di San Martino dell’ 11 novembre contro il rincaro del prezzo del pane. Vediamo ora più nel dettaglio cosa stava accadendo in Italia. 

L’Italia settentrionale era diventata nel XVII secolo un campo di battaglia per il Regno di Francia e per la casata degli Asburgo, per quest’ultimi, infatti, rappresentava una posizione strategica per difendere le rotte commerciali con la Sagna e per minacciare i territori francesi. Nel 1627 morì Vincenzo II Gonzaga, duca di Mantova e Monferrato, senza lasciare eredi diretti. I due ducati erano particolarmente importanti per il controllo diretto degli Asburgo, per i commerci tra la repubblica di Genova , la Spagna e gli Asburgo. In più Vincenzo II di Gonzaga aveva nominato come successore Carlo I di Rathel, appartenente al ramo francese. Così la Spagna si accordò con Carlo Emanuele I di Savoia per una spartizione del territorio, quest’ultimo però pose sotto assedio Casale, un territorio francese. Nel 1628 ebbe inizio la guerra di successione. Nel maggio del 1629 Luigi XIII scese in Italia contro la Spaagna, sconfisse i Savoia, liberò Casale e con il trattato di Susa impose ai Savoia di astenersi dalle ostilità contro il ducato di Mantova. L’intervento del sovrano francese spinse Federico II d’Asburgo ad inviare parte delle sue truppe in supporto all’armata spagnola. L’avanzata dei lanzichenecchi attraverso la Valtellina e l’Italia settentrionale sembrava inarrestabile ma fu notevolmente rallentata dalla diffusione della peste tra l’esercito. 

La peste si diffuse oltre che nei territori settentrionali, nel Granducato di Toscana, nella Repubblica di Lucca e in Svizzera; il tasso di diffusione più alta si raggiunse a Milano nel 1630 dove si stima che siano morte 1.100.000 persone. Le cause della malattia erana ancora sconosciute così come la sua diffusione veloce, molti medici riscontrarono gli effetti benefici della quarantena mentre altri negavano l’importanza del distanziamento. Di fronte ad una malattia sconosciuta e impossibile da curare i rimedi sono spesso legati a credenze popolari, i medici si sentono impotenti, concludiamo con le parole di Ripamonti che ben esprimono il senso di disorientamento provato dagli uomini nella prima metà del XVII secolo:<< scarsi erano i medici, essendosi nascosti o simulando di non esser tali>>.

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