Dopo aver letto la cornice del Decameron di Boccaccio in cui vengono descritte le sofferenze dovute alla diffusione dell’epidemia della peste a partire dal 1347, ci siamo soffermati sul contesto storico e sulle rappresentazioni artistiche più importanti di questo periodo della storia. Tra i temi più diffusi ritroviamo le Danze Macabre, opere in cui uomini e scheletri vengono rappresentati insieme, a volte si tengono per mano, per ricordarci l’ineluttabilità della morte. Oggi vediamo insieme come anche nella musica classica ritroviamo il tema delle Danze Macabre, in particolare della Danza Macabra op. 40 un breve poema sinfonico composto nel 1874 da Camille Saint- Saens. La Danza Macabra é stata eseguita eseguita per la prima volta il 25 gennaio 1874 ai Concerts Colonne di Parigi, riportiamo qui il testo dell’opera:

<< I raggi della luna filtrano a intervalli fra nuvole a brandelli. Dodici cupi rintocchi risuonano dal campanile della chiesa. Svanito l’ultimo di essi, si odono strani rumori dall’attiguo cimitero, e la luce della luna investe una fantomatica figura: la Morte, che suona il violino, seduta su una pietra tombale. Si odono strida dai sepolcri circostanti e il vento ulula fra le cime degli alberi spogli. Le note sinistre dello scordato violino della Morte chiamano i morti fuori dalle tombe; e questi, avvolti in bianchi sudari, volteggiano attorno in una danza infernale. La quiete del sacro recinto è distrutta da grida sorde e risa orribili. La ridda degli scheletri, col rumore secco delle ossa, diviene sempre più selvaggia, e la Morte, nel mezzo, batte il tempo col suo piede scricchiolante di scheletro. Improvvisamente, come presi da un sospetto terribile, i morti si arrestano. Nel vento gelido si sentono le note della Morte. Un fremito percorre i ranghi dei trapassati: i teschi sogghignanti si rivolgono in ascolto verso la pallida luna. Ma le note stridenti della Morte di nuovo rompono il silenzio, e i morti riprendono a danzare più selvaggiamente di prima. L’ululo del vento si unisce al coro dei fantasmi, gemendo fra i rami nudi dei tigli. D’improvviso la Morte smette di suonare, e nel silenzio che segue si ode il canto del gallo. I morti si affrettano verso le tombe e la fatale visione svanisce nella luce dell’alba.>>.
I rintocchi della Mezzanotte vengono eseguiti con l’arpa, gli strani assi nel cimitero vengono eseguiti da un contrabbasso pizzicato e appare poi la Morte che suona con il violino. La danza vera e propria è prodotta da violoncelli e contrabbassi , invece la Morte suona appositamente un violino scordato. Ascoltiamo questa musica chiudendo un po’ gli occhi e riusciamo ad immaginare così lo spettacolo della Danza Macabra.   

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *