Guardando un quadro riusciamo ad entrare nel vivo di un periodo storico, percepiamo le emozioni provate dalle persone e possiamo sentirci parte di una realtà, anche se lontana dalla nostra epoca. Oggi analizziamo delle forme d’arte recenti che sono state elaborate nei mesi del lockdown i marzo e aprile 2020
Tutti abbiamo visto diffondersi su Facebook le immagini di opere d’arte famose come La Gioconda di Da Vinci o Il Bacio di Klimt, in cui i personaggi indossano la mascherina. Sono classifcate come espressioni artistiche anche le diverse pubblicità che continuano a diffondere messaggi sulla condizione di pandemia sensibilizzando gli spettatori. Vorremmo qui proporvi due artisti che sono riusciti a cogliere, attraverso le loro opere d’arte, l’essenza vera di questi mesi che hanno costretto le persone ad allontanarsi ognuno nelle proprie case.

Durante i mesi del lockdown Riccardo Pirrone, già famoso per le sue pubblicità alla Taffo Funeral Service, riproduce importanti opere d’arte senza però rappresentare le persone presenti nei quadri. Questa iniziativa diffusa attraverso il web è nata per sensibilizzare le persone verso scelte responsabili, il suo è un gesto simbolico capace di attirare la nostra attenzione e di trasmettere un chiaro messaggio. Riportiamo di seguito le parole dello stesso Pirrone riguardo alla sua iniziativa di #Artepidemia:<< Non credo che questa epidemia stia tirando fuori il peggio o il meglio di ciascuno, stare da soli a casa ci costringe ad essere noi stessi. Spesso con i social proviamo a dipingerci per quello che vorremmo essere, a sognare, a divertirci e a interagire. Quando però si chiudono le app, siamo costretti ad accettare che pure domani saremo soli con noi stessi. Anche un pittore non è altri che una persona che sta sola, chiusa in casa, a mostrare se stessa nel mondo

Il secondo artista che vorremmo proporvi è Alessandro Sonsini, artista pescarese, che ha realizzato 40 acquerelli nei mesi di lockdown vissuto a Salt Lake City. Dai suoi disegni emerge un forte senso di precarietà, la pandemia ci ha mostrato i nostri limiti, i limiti di una vita vissuta di corsa e ci ha fatto riscoprire il senso di sicurezza che tutti cerchiamo nelle mura domestiche e nella famiglia.

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