Classe 1960, Massimo Gramellini è uno scrittore, giornalista, conduttore televisivo nonchè vicedirettore ed editorialista del Corriere della Sera. Gramellini inizia l’attività di giornalista nella sua città Natale, Torino, nel 1985 collaborando con la redazione del Corriere dello Sport- Stadio. Nel 1988 inizia la collaborazione con la redazione romana de La Stampa, l’anno seguente lascia il calcio per dedicarsi alla politica, occupandosi in particolare del processo Mani pulite e della nascita della Seconda repubblica. Nel 1988 parte per documentare la guerra di Sarajevo. La sua attività di giornalista continua nel 1998 a Milano per dirigere Specchio, la rubrica de La Stampa. Nel 2005 assume la direzione de La Stampa, e collabora con la trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio in cui commenta i fatti o i personaggi più influenti della settimana. Dop aver collaborazo per 28 anni con La Stampa saluta i suoi lettori con un ultimo Buongiorno e assume la direzione de Il Corriere della Sera. 

Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo, L’ultima riga delle favole, una storia d’amore esoterica che ha avuto molto successo in Italia ed è stata tradotta in molte lingue. Nel 2012 pubblica Fai bei sogni, anche questo un romanzo di grande successo che ha venduto in meno di un mese mezzo milione di copie. Possiamo citare altri scritti importanti di Gramellini come 1994 colpo grosso (scritto con Curzio Maltese e Pino Corrias e pubblicato per Baldini & Castoldi), Ci salveranno gli ingenui (uscito nel 2007 per Longanesi). Infine, pubblica per Longanesi nel 2020 il romanzo C’era una volta adesso che tratta della pandemia da Covid-19 attraaverso gli occhi di un bambino di nove anni.

Riportiamo di seguito un pensiero di Gramellini sulla sua professione di giornalista e scrittore che ci avvicina di più al suo pensiero e al suo modo di vedere la scrittura come un’azione curiosa: << Da bambino sognavo di fare lo scrittore. Sono diventato giornalista perché era l’unico modo di guadagnarmi da vivere con le parole. Ma adesso che qualcuno comincia a definirmi scrittore, vado orgoglioso di essere anzitutto giornalista. Dai grandi del mio mestiere ho imparato la curiosità e il rispetto per i lettori, che si esprime comunicando con loro in modo gradevole e chiaro. »

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