Biografia Eshkol Nevo

Eshkol Nevo è nato a Gerusalemme nel 1971. La sua formazione si è sviluppata tra Israele e gli Stati Uniti, completando la sua formazione a Tel Aviv. Immerso nella cultura commerciale del paese ha intrapreso la carriera di pubblicitario, abbandonata poco dopo per seguire la grande passione della letteratura. Vincitore nel 2005 del Book Publisher’s Association’s Golden Book Prize, scrittore di numerosi romanzi di successo tra cui: La simmetria dei desideri (Neri Pozza, 2010), Neuland (Neri Pozza, 2012), Nostalgia (Neri Pozza, 2014), Soli e perduti (Neri Pozza, 2015), Tre piani (Neri Pozza, 2017), L’ultima intervista (Neri Pozza, 2019).

Leggendo i romanzi di Nevo notiamo una grande attenzione verso i temi che riguardano l’umanità tutta, senza differenze; per capire fino in fondo le sue opere non dobbiamo farci condizionare durane la lettura dalla sua origine ebraica. Leggiamo ciò che lo scrittore stesso ha detto in un intervista presso la Sala Buzzati della Fondazione del Corriere della Sera: «Il mio stile e le mie storie hanno poco a che fare con l’ebraismo. Dico questo per le reazioni che ho rilevato nei miei lettori. Le storie che scrivo colpiscono tutti, sono universali. Mi leggono sia ebrei che non ebrei. Certo, la lingua che utilizzo per scrivere i miei romanzi è l’ebraico, un idioma antico che contiene una musica ancestrale. Ma ripeto: non penso che bisogna essere ebrei né per capirli né per scriverli».

Nei suoi romanzi Nevo spinge il suo sguardo sempre oltre l’apparenza, scegliendo di analizzare le scelte che ogni essere umano compie ingarbugliando a volte la vita stessa. Riprendiamo ancora le parole dello stesso scrittore pronunciate nell’intervista ripresa precedentemente: «C’è una scena di Tre Piani in cui un ladro bussa alla porta di un appartamento. Il malfattore cerca un rifugio per 24 ore, con la speranza di sfuggire alla polizia. C’è qualcuno che lo accoglierebbe in casa? Ecco, ho immaginato allora che questa cosa possa accadere. Ho pensato che certe volte una persona può decidere di fare qualcosa di sbagliato, o comunque fare una scelta che altri non farebbero»

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